Credenze e motivazione
E se l’ostacolo al nostro apprendimento non fosse la difficoltà della materia, ma il modo in cui pensiamo a noi stessi e ai nostri errori?
Di fronte ad un compito “andato male”, spesso mi sento dire “Non sono portato per …, non ci posso fare nulla” o, addirittura, “sono stupido”. Questo tipo di pensiero rappresenta un ostacolo per l’apprendimento poiché impedisce di analizzare gli errori e porvi rimedio. Prima di poter intervenire sulla materia, è importante eliminare o ridurre questo tipo di credenza. Inoltre, la convinzione di avere capacità non modificabili rende vulnerabili e genera emozioni negative. Questo può rendere più difficile l’apprendimento.
Le convinzioni influenzano la motivazione e orientano le nostre scelte. Secondo Carol Dweck, esistono due tipologie di persone: gli entitari, che credono che le caratteristiche siano fisse, e gli incrementali, che pensano che si possa sempre migliorare. Gli entitari tendono a evitare situazioni che potrebbero evidenziare i propri limiti, mentre gli incrementali sono pronti a mettersi alla prova.

Per approfondire
De Beni, R., & Moè, A. (2000). Motivazione e apprendimento. Bologna, Il mulino.
Moè, A., & Pregnolato, A. BASTA UNA PAROLA? EFFETTI DELLE ISTRUZIONI SULLA FACILITÀ E SULLA NOVITÀ DEL COMPITO. IS A WORD ENOUGH? EFFECTS OF INSTRUCTIONS ON EASINESS AND NOVELTY OF THE TASK. https://www.research.unipd.it